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giovedì, aprile 27, 2006 Sick Of It All live @ Gala Hala
Un solo consiglio a chi non è mai stato al Gala Hala, presso Lubiana: andarci. Sito in un grande quanto affascinante comprensorio chiamato Metelkova, vicino alla stazione dei treni della capitale slovena, è il locale perfetto per questo genere di concerti. Piccolo club, caldo, all'interno di questa sorta di centro sociale davvero interessante soprattutto per i localini che ospita al suo interno, sia per le bizzarre architetture di cui si fregia: il Gala Hala non è altro che un grande scantinato con un palco alto abbastanza da essere chiamato palco, ed un baretto. Locale che spesso ospita gruppetti interessanti dell'overground, ma anche mostri come appunto i soia. Aperti da una manciata di gruppi locali a cui non ho sinceramente fatto molto caso, dato che almeno fino alle nove e mezza sono stato ad attendere un biglietto con l'amico grillo, i Sick of it All, gruppo newyorkese di hardcore punk, si presentano in occasione del loro ventesimo anniversario di attività, senza peraltro farlo intravvedere. O meglio, se dalla qualità della performance (soprattutto vocale, eccezionale) e dai movimenti i quattro lasciavano intendere una consumata e rodata attività dal vivo, dagli stessi non c'era alcuna traccia di noia nè di alcun velo di supponenza che purtroppo caratterizza molti altri gruppi, e neppure così nobili come i soia. I quattro si muovono e si agitano dall'inizio alla fine, proponendo ampi stralci della loro lunga discografia: moltissime sono le citazioni da "Scratch the Surface", meno numerose quelle di altri dischi. Chi, come me, si attendeva più pezzi dallo splendido "Yours, Truly" sarà sicuramente uscito dal locale con qualche rimpianto, sopito comunque dall'eccellente prova del quartetto. Forti di una recentissima uscita sugli scaffali, ossia il validissimo "Death to Tyrants", che personalmente uguaglierei a "Yours Truly", o che comunque surclassa di gran lunga il mediocrissimo "Life on Ropes", i soia attingono molti ed efficaci pezzi dall'ultimo disco, coinvolgendo anche i pochi stolti (come me, o come il grillo) che non avevano ancora avuto il piacere di ascoltarlo. Per riassumere, un'oretta abbondante di musica, di sudore, di cantate con lo stesso cantante, di mosh ignorante; per riassumere una grande prestazione di quattro ragazzoni che dimostrano ancora gran voglia di spaccare il palco. Finale con strette di mano agli artisti, facce soddisfatte e calca al merchandising, un concerto promosso a pieni voti, che dimostra, come dice il buon naso, che stima e rispetto hanno ancora un significato. See Ya In The Pit |